Presentazione

 

 

La banca dati DEKaS fa parte del progetto che l’ Istituto storico italiano per il medio evo (ISIME) ha avviato nel 2015, in collaborazione con la Provincia Romana dell’Ordine dei frati Predicatori, per la pubblicazione dell’Epistolario di Caterina da Siena.

 

Dall’edizione Dupré (1940) a una nuova edizione critica

Fin dalla prima parziale edizione, curata nel 1940 da Eugenio Dupré Theseider e accolta nella collana delle “Fonti per la Storia d’Italia”, l’Epistolario è sempre stato considerato «come una delle opere più importanti che [l’Istituto] ha pubblicato, e viene di continuo pubblicando» (Pietro Fedele, Prefazione a Santa Caterina da Siena, Epistolario, I, ed. E. Dupré Theseider, Roma 1940, p. vii).

Si tratta infatti di una fonte di estremo interesse per la ricostruzione della realtà politica, sociale, religiosa del Trecento, e per la complessa e stratificata trasmissione testuale che vede l’intreccio di oralità e di scrittura: dalle prime stesure delle lettere nate sotto la dettatura dell’autrice, alla formazione delle tante raccolte, perlopiù realizzate dopo la morte della Benincasa (1380), in un ampio arco cronologico, e diverse per finalità, numero e forma dei testi. Altro aspetto rilevante è l’uso del volgare e il suo non scontato mantenimento anche attraverso il filtro dei trascrittori maschili. L’Epistolario è perciò una delle opere più significative nell’ambito delle scritture religiose medievali (specificatamente femminili) e nel più ampio contesto della vicenda storica, letteraria e linguistica italiana.

Il progetto dell’ISIME è finalizzato allo studio storico e materiale dei singoli codici, alla mappatura geo-linguistica della tradizione, alla riconsiderazione del problema cronologico dell’Epistolario e all’allestimento di una nuova edizione critica del corpus epistolare. I risultati del progetto sono resi disponibili sia tramite le pubblicazioni cartacee, sia attraverso il database informatico (DEKaS), concepito come uno strumento autonomo per la consultazione e lo studio dell’opera, ma anche come un sistema alternativo di selezione, di presentazione e di interpretazione dei materiali che va ad affiancare e a integrare i volumi.

 

La banca dati DEKaS

Il DEKaS nasce con lo scopo di rendere l’Epistolario di Caterina da Siena interrogabile, attraverso lo strumento informatico, nei suoi molteplici livelli: codicologico, linguistico, filologico, storico e letterario. A fondamento di questo obiettivo c’è l’interazione tra il testo e i manoscritti. In questo senso il mantenimento di ‘K’ nella scelta dell’acronimo DEKaS (= Database dell’Epistolario di Katerina da Siena) risulta programmatico: rimanda alla tradizionale grafia con cui viene scritto il nome di ‘Caterina’ in molti dei testimoni manoscritti; e indica l’orientamento conservativo che la nuova edizione si propone di avere sul piano grafico.

Nella banca dati ( Istruzioni per la ricerca) confluiscono i risultati del censimento aggiornato dei manoscritti (inclusi i documenti ‘originali’, cioè le pochissime lettere superstiti dettate ai segretari e ai collaboratori, ed effettivamente spedite) e degli incunaboli che formano la tradizione delle lettere di Caterina da Siena (→ Tradizione diretta - Tradizione indiretta). Vengono quindi presentati e descritti i materiali grafici che ne costituiscono la storia, e su cui si basa il lavoro filologico per la costituzione del nuovo testo critico. I diversi parametri di ricerca permettono la ricostruzione degli ambienti di produzione e di circolazione delle lettere.

È inserito poi l’indice delle lettere contenute in ciascun testimone ( Elenco lettere). Per ogni lettera è stata strutturata una scheda in cui sono specificati: il numero della lettera nei diversi ordinamenti (dal Gigli all’edizione ISIME), il destinatario, la rubrica, il luogo di redazione della lettera, la datazione, l’intestazione, l’indirizzo, il protocollo, l’incipit e l’explicit della lettera, l’escatocollo, un campo note per discutere le diverse ipotesi di datazione. La possibilità di incrociare la ricerca tra lettere e manoscritti che trasmettono ciascun testo rende la banca dati uno strumento funzionale al lavoro filologico, in particolare alla collazione tra le fonti, e alla ricerca delle diverse sequenze di lettere che ritornano nella tradizione, secondo differenti criteri, numero e modalità di associazione.

Il dato paleografico e codicologico è sempre accompagnato dalla definizione geo-linguistica di tutti i testimoni. Per i mss. principali sono state allestite inoltre schede linguistiche analitiche ( Schede linguistiche), con l’obiettivo di strutturare un vero e proprio corpus informatico sulla lingua della tradizione mss. dell’Epistolario cateriniano, interessante ai fini dello studio linguistico del testo, ma anche per un possibile ampliamento delle conoscenze del senese del Tre-Quattrocento. I 28 mss. che presentano le schede analitiche sono stati scelti secondo diversi parametri: i documenti originali; i codici che forniscono il testo base per l’edizione; i codici che ricorrono più frequentemente nell’apparato critico; i codici che hanno una particolare rilevanza sul piano storico culturale; i codici autografi dei principali copisti e segretari di Caterina; i codici più antichi, ovvero quelli allestiti tra il 1380 e il 1400.

La banca dati contiene anche un Archivio immagini, al fine di favorire la visualizzazione diretta delle fonti più significative sul piano filologico, codicologico, storico-culturale e artistico.

Nel DEKaS sarà inserita la nuova edizione dell’Epistolario di Caterina da Siena, con il relativo apparato critico, e con la possibilità di interrogazione del testo per lemmi, sintagmi, fonti, luoghi e personaggi.

Per questa banca dati sono state sviluppate due applicazioni web con le più recenti tecnologie informatiche. La prima applicazione, ad uso interno del gruppo di lavoro, è finalizzata all’inserimento dei dati e all’analisi delle concordanze linguistiche. La seconda ha lo scopo di costruire una edizione digitale, che si affianchi all’edizione cartacea del progetto e offra un supporto moderno e dinamico per studiare da più prospettive l’Epistolario cateriniano. Il front-end delle applicazioni è stato realizzato utilizzando il framework AngularJS 1.5, affiancato dalle librerie jQuery, Bootstrap e Material Design per permettere una visione device responsive completamente dinamica. Entrambe le applicazioni usufruiscono di servizi RESTFul API realizzati in tecnologia Microsoft.net per le interrogazioni. L’accesso ai dati avviene attraverso chiamate gestite dall’ORM NHibernate 4.0. Per la persistenza dei dati è stato scelto il database relazionale MSSqlSever 2014. Per gli strumenti di analisi linguistica sono state realizzate apposite stored procedures che analizzano le trascrizioni dei testi preparate dai collaboratori. Le interrogazioni dei dati lavorati avvengono attraverso l’ausilio del FULLTEXT Search engine di SQLServer.

Unità di ricerca